La Famiglia X

PoliticaNews incontra lo scrittore ed attivista Matteo Grimaldi

-Siamo al cinquantesimo anniversario dai moti di Stonewall, quanto è importante ricordare da dove è partita la comunità LGBTQ+ per creare una sorta di coscienza storica?

“La memoria è come le fondamenta di un palazzo. Quello dei diritti in Italia è un palazzo a malapena a metà, lavori a rilento, spesso bloccati. La notte del 27 giugno 1969, allo Stonewall Inn di New York avvenne il primo scontro fra la polizia e alcuni gruppi di persone omosessuali, e immagino che nessuno di loro sapesse quanto quella loro rabbia contro l’ingiustizia che quotidianamente vivevano, finalmente esplosa, avrebbe cambiato la storia. Ecco, quella e tutte le sommosse a venire hanno posizionato le fondamenta del palazzo dei diritti. Oggi non ci possiamo permettere che si arrivi a metterle in discussione. Quelle sono il punto sotto il quale non si può scendere, la base salda da cui ripartire ogni volta che qualcuno calpesta i diritti degli altri. Il giorno in cui qualcuno riuscisse a scalfire quelle fondamenta sarà una sconfitta imperdonabile per il nostro Paese. Non dobbiamo pensare che le lotte ormai sono state fatte, le lotte sono quotidiane, perché ci vuole davvero poco a dimenticare gli sforzi, i sacrifici anche di vite umane che le battaglie per i diritti ci sono costati, e nuovamente sprofondare.”

-Nel giugno 2016 venne approvata la legge Cirinnà in materia di unioni civili. Che significati porta con sé questo passo?

“Be’, un significato cruciale perché per la prima volta nella storia d’Italia un governo riconosce ufficialmente dignità e quindi diritti all’unione di due persone dello stesso sesso. Un governo deve prendere una posizione chiara sui temi sensibili e l’approvazione della legge Cirinnà, seppur purtroppo stralciata dell’adozione del figlio del partner, ha indicato la direzione che il nostro paese intendeva seguire. Doveva essere un primo passo, a distanza di anni devo purtroppo rilevare che è stato l’unico.”

-In una recente intervista, la stessa Cirinnà ha ammesso che probabilmente con questo governo la sua legge non sarebbe stata approvata. Lei nota una regressione in tema di diritti civili nell’attuale esecutivo e in generale nel nostro paese?

“Naturalmente non sarebbe stata approvata. Questo governo ha fatto abbondantemente intendere che i diritti civili non rientrano nelle priorità. Non so se si tratti di una vera regressione, certo è che abbiamo assistito al graduale risveglio di pensieri che ritenevo non appartenessero più a nessuno. I nostri ministri non si fanno alcun problema a dichiarare che le famiglie composte da due persone dello stesso sesso non esistono, nonostante una legge che le riconosce, oppure che bisognerebbe tornare indietro e ridiscutere la legge sull’aborto, e lo fanno con una leggerezza da social network davvero preoccupante. Questo non può che soffiare sui bracieri che respiravano invisibili sotto la cenere e che grazie all’ossigeno di certe dichiarazioni acquisiscono nuova forza e pericolosità. D’altro canto però, oggi come non mai in Italia esiste una forza di resistenza compatta che non intende mollare un passo nella battaglia
dei diritti. Io nel mio piccolo combatto tutti i giorni attraverso la mia pagina Facebook e attraverso il mio romanzo, che porto anche nelle scuole. Dovremmo trovare noi tutti una valida battaglia da sostenere, che ci riguardi direttamente oppure no.”

-Lei ha da poco pubblicato un libro dal titolo ‘La famiglia X’, romanzo che tocca un altro argomento importante: l’adozione per le coppie omosessuali. Qual è il messaggio che vuole mandare con quest’opera?

“La famiglia X racconta la storia di Michael, un ragazzo di 13 anni che viene tolto ai suoi genitori naturali e affidato a una coppia di due uomini. Intendevo raccontare una storia possibile, perciò ho scelto l’affido e non l’adozione che in Italia non è ancora aperta alle coppie omosessuali. Ho scelto di farla raccontare al giovane protagonista in prima persona. Michael che nella sua vita stravolta ha ben altri problemi rispetto a quello di stabilire se una coppia formata da persone dello stesso sesso sia oppure no in grado di crescere un bambino, se possa essere chiamata oppure no famiglia. Lui ha la scuola che a causa della situazione burrascosa dell’arresto dei suoi genitori inizia ad andare male, ha un’amica da aiutare: Zoe, l’altra protagonista, che ha più di qualcosa da dire a suo padre, e ha Enea e Davide, due ragazzi giovani, che si amano e che sono stati scelti dagli assistenti sociali per occuparsi di lui finché i suoi genitori non saranno in grado di tornare a farlo. La famiglia X non è un libro che intende dare una risposta, è la storia di Michael e della sua famiglia, e degli incontri che il caso mette sulla nostra strada e che, a un certo punto, possono rivelarsi le persone più importanti della nostra vita.”

Matteo Guglielmo

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