Habemus Conte, bis

I nuovi ministri firmano per il governo della discontinuità, sarà la volta buona?

Dopo giorni di accesi dibattiti, il nuovo esecutivo presidiato da Giuseppe Conte si è definitivamente presentato all’Italia. Le novità presenti nella nuova squadra di governo sono molte. Fatto eccezione per alcune figure, inclusa quella del premier, sembra che la discontinuità (almeno nei nomi) voluta da Zingaretti, abbia trovato ampio spazio tra i nuovi ministri. Ma vediamo nel dettaglio chi rappresenterà il nostro paese nel prossimo periodo.

Rimane salda la posizione di Alfonso Bonafede (M5S) al dicastero della giustizia. Questa poltrona risulta particolarmente importante per uno dei nodi che ancora rimane irrisolto tra i due partiti, ovvero quella della riforma della giustizia. Solo col tempo capiremo quale delle due linee prevarrà. Cambio di postazione per gli altri due pentastellati Fraccaro e Di Maio. Il primo ricoprirà il fondamentale ruolo di sottosegretario alla presidenza del consiglio, il secondo invece passerà dal MISE al ministero degli esteri. Proprio attorno alla funzione del capo politico dei grillini, aleggiano le perplessità maggiori derivanti dalle posizioni assunte a livello internazionale da Di Maio negli ultimi 14 mesi (ricordiamo l’incontro poco felice con i Gilet Gialli o la lunga indecisione sul caso del Venezuela). Sicuramente gli spetterà uno sforzo non indifferente per riconquistare la fiducia degli altri leaders europei.

Secondo molti addetti ai lavori, la formazione di questo esecutivo è stata pilotata in maniera decisiva dalle alte cariche dell’Unione Europea. Quel che certo è che sicuramente l’UE mostrerà maggiore apertura nei confronti dell’Italia grazie anche, a figure di spicco come Amendola e Gualtieri, entrambi fortemente europeisti e con relazioni molto solide tra i banchi di Bruxelles. Il primo sarà ministro degli Affari Europei mentre il secondo, vera punta di diamante di questo governo, sarà al ministero dell’economia. Proprio tramite la scelta di queste due figure, si capisce come l’intento sia quello di rompere con l’esecutivo precedente e di affermare con forza, la posizione chiaramente europeista dell’Italia.

L’altra grande novità è la presenza di un tecnico al Viminale. Sarà infatti l’ex prefetto di Milano, Luciana Lamorgese a ricoprire il ruolo di ministra degli Interni. Sembra che il fatto di optare per una presenza non politica come successore di Salvini, sia stata una richiesta esplicita del Presidente della Repubblica, al fine di evitare una campagna elettorale costante su temi delicati come sicurezza ed immigrazione. Oltre un curriculum professionale esemplare, la Lamorgese è nota per aver un ottimo rapporto col capo della polizia Gabrielli e per aver gestito situazioni particolarmente delicate riguardante il tema migratorio. Insomma, scelta migliore non poteva esserci.

Un’altra donna a ricoprire un ruolo fondamentale è Paola De Micheli. La vice di Zingaretti presiederà il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, un compito sicuramente arduo dato le posizioni opposte di PD e M5S su questioni come Tav e Tap. Dal canto suo la De Micheli può vantare una grandissima esperienza, prima come viceministra e poi come commissaria alla questione dei terremotati perciò le speranze di trovare una sintesi sono alte.

Nei cosiddetti ministeri di “fascia B” vanno segnalate le figure di Speranza (LeU) alla salute e di Franceschini ai beni culturali. Cambio di passo anche al ministero della famiglia che passerà dall’omofobo ultracattolico Fontana a Elena Bonetti del PD. Molto importante è anche la scelta di creare un nuovo dicastero dedicato all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione che verrà affidato alla pentastellata torinese Pisano.

Dire con certezza quale sarà il futuro di questo governo è sicuramente impossibile, soprattutto dato il momento d’incertezza che stiamo vivendo. Il tentativo di attuare una grossa discontinuità può essere considerato raggiunto solo in parte. È inutile negare che già alcune occasioni sono state perse, ad esempio quella di inserire un numero più cospicuo di donne nella squadra di governo (sono solo 7 su 21) o quella di operare una svolta marcatamente ecologista con la nomina di Rossella Muroni al dicastero dell’ambiente (voci interne dicevano che sarebbe dovuta essere lei, la nuova ministra); sicuramente un vento di aria nuova rispetto agli ultimi 14 mesi è in arrivo e d’altronde, non ci resta che aspettare.

ELENCO COMPLETO:

Matteo Guglielmo

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