Umbria: solo conferme

Vittoria schiacciante della destra, il centro- sinistra perde un’altra roccaforte.

I cittadini umbri confermano tutte le tendenze nazionali che già si respiravano alla vigilia delle elezioni. La candidata per il centro-destra, Donatella Tesei, raccoglie quasi il 58 % dei voti superando l’esponente civico sostenuto da PD, M5S e LEU di quasi 20 punti percentuali.

Ancora una volta i veri trionfatori sono la Lega e Fratelli d’Italia; la prima sfiora il 39%, mentre il partito della Meloni sfonda la doppia cifra (10,4%) registrando così l’incremento più consistente. Su questo versante va sottolineato l’ennesimo passo indietro di Forza Italia che sembra non riuscire ad invertire le sorti di un destino già segnato.

Sulla sponda opposta, le risposte arrivate ai partiti di governo sono chiare e nette. Il PD aleggia intorno al 22%, mentre il M5S registra un imbarazzante 7,4%. L’alleanza di governo riproposta a livello regionale viene quindi bocciata dall’elettorato umbro.

Al di là di quanto questo voto possa contare su una dimensione nazionale, é fondamentale capire cosa ha portato l’abiura del centro-sinistra in una sua roccaforta (da 50 anni l’Umbria era feudo rosso).

Innanzitutto é apparsa probabilmente prematura la scelta di riproporre l’alleanza di governo in un’elezione regionale (PD-M5S-LEU) dopo appena un mese dalla nascita dell’esecutivo. A far perdere ulteriormente credibilità a questo schieramento è il fatto che appena pochi mesi fa, le dimissioni della giunta guidata da Katiuscia Marini (PD) furono chieste a gran voce proprio dai consiglieri del M5S che, al grido di onestà, fecero cadere la legislatura regionale. Dopo lo scandalo della Presidente PD legata al sistema sanitario, fu presentata una mozione di sfiducia dai componenti grillini e allo stesso tempo l’intero partito accusò il colpo a livello regionale. Questi, sommati ai dati nazionali che vedono l’imporsi della destra in tutto il paese, hanno fatto si che si performasse una nuova, ennesima, debacle del centro-sinistra.

Le riflessioni che vanno portate avanti sono diverse. Da una parte va compresa se questa scelta di presentarsi alleati per PD e M5S sia stata percepita dai cittadini come semplicemente prematura oppure se essa é di natura avversa ai due elettorati; dall’altra é fondamentale che entrambi i partiti (ri)trovino un’identità chiara, capace di opporsi alla destra sovranista di Salvini e Meloni.

L’ultimo aspetto che va sottolineato é l’ormai chiara polarizzazione del voto a destra. Quello che una volta si prefigurava come uno schema a tre in cui la forza maggiore era rappresentato da un approccio e un elettorato moderato di Forza Italia, ormai non esiste più. La componente liberal-moderata sembra sparita, o meglio ancora sembra essersi convertita ad un’impostazione politica nazional-sovranista.

Se da un lato perciò queste elezioni certificano un orientamento nazionale già abbastanza evidente, dall’altro fomentano l’idea di un cambiamento necessario su diversi fronti.

Matteo Guglielmo

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