Sono incazzato.

Rabbia. Il sentimento più profondo che fuoriesce in questo momento é la rabbia. Stiamo assistendo a una situazione drammatica che segnerà, in negativo, la storia dei nostri anni. Per una volta ho scelto coscientemente di lasciare da parte anch’io il political correct, l’aplombe e l’obiettività necessaria.

Appena una settimana fa, il centro-destra votava compattamente l’astensione alla mozione Segre e decideva unanimamente di non alzarsi in piedi ad applaudire la senatrice a vita. La proposta di Liliana Segre era quella di istituire una commissione parlamentare adibita al monitoraggio di tutti i comportamenti anti-semiti, razzisti e discorsi d’odio. Questa mozione, passata grazie al voto della maggioranza, ha come fini principali quello di controllare l’escalation di violenza degli ultimi tempi e quella di lanciare un messaggio, forte, che su queste tematiche non esiste destra o sinistra, non ci possono essere più punti di vista. Questo genere di cose va combattuto e debellato.

Ancora una volta però il centro-destra ha preferito strizzare l’occhio a frange estremiste della società piuttosto che urlare a gran voce che i valori, quelli della patria vera che loro tanto dicono di amare, non si toccano. Tutto questo poi avviene dopo che diverse agenzie di stampa avevano reso noto il fatto che Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di sterminio e testimone diretta della pagina più brutta della storia d’Europa, sia ogni giorno bersagliata di insulti anti-semiti sui social. Ora, proprio a causa di questi insulti, la Segre é costretta a vivere con una scorta perché ritenuta a rischio di attacchi.

Ecco spiegato in poche righe perché sono incazzato. Sono incazzato perché nel 2019 c’è gente che si permette di compiere atti violenti nei confronti di un patrimonio (per la storia, per la testimonianza e per tanti altri motivi) mondiale come Liliana Segre; pochi idioti? Non importa! Ne basta uno per comprendere che tutti noi abbiamo fallito.

Sono incazzato perché questo patrimonio, che dovrebbe essere gelosamente custodito da tutti noi, va invece protetto proprio da noi stessi.

Sono incazzato perché c’è una classe politica che non vuole smarcarsi dal mondo violento della destra estrema, perché in fondo fa più comodo così. Insomma prendiamo i voti di tutti, non ci importa se vengono messe in discussione le fondamenta del nostro vivere civile.

Sono incazzato perché le giustificazioni offerte da questa sponda politica sono aberranti. C’è chi come la Lega dice di essersi astenuta per il rischio di censura al quale incorrerebbe il popolo italiano (particolare questo pensiero in un partito che ha come idolo Vladimir Putin); e chi invece lo ha fatto in nome della difesa della famiglia tradizionale (che poi ce lo spiegherà la Meloni cosa abbia a che fare l’anti-semitismo con la sua idea di famiglia).

Sono incazzato perché speravo che il cuore di Liliana Segre, quel cuore marchiato a vita dal dolore, non dovesse più sopportare certe scene; mi illudevo.

Si. Sono incazzato.

Matteo Guglielmo