Uno sguardo al mondo

USA e Francia in tumulto, la guerra in Libia non si ferma

Si apre oggi questa nuova rubrica che vuole essere una sorta di monitor per quanto concerne ciò che accade al di fuori dell’Italia.

Se il Bel Paese si appresta a vivere un momento di “tregua” post manovra finanziaria, non possiamo dire che la stessa pace stia regnando in altre parti del mondo. Senza andare troppo lontano, i cugini d’oltralpe stanno vivendo uno dei momenti più burrascosi degli ultimi tempi. Dopo la rivolta dei Gilets Gialli, il presidente Macron é stato costretto ad interfacciarsi con una nuova rivolta, questa volta scatenata dalla riforma delle pensioni approvata dal suo esecutivo. La Francia si ritrova così in ginocchio a causa di uno sciopero che ha letteralmente bloccato le città principali del paese.

Situazione ben diversa, ma sicuramente di assoluta rilevanza é quella relativa alla questione dell’impeachment in USA. É proprio di ieri infatti la notizia dell’ufficializzazione dell’atto nei confronti del presidente Trump. Questa procedura porterà a un processo sull’operato del Presidente che dovrà presentarsi al Senato nel tentativo di scongiurare la sua rimozione dalla Casa Bianca. Trump dovrà difendersi sia dall’imputazione di abuso di potere sia di ostruzione ai lavori del Congresso. Il 2020 si avvicina e le elezioni americane sono dietro l’angolo, nonostante una probabile assoluzione per il magnate americano, quello che si prospetta per lui é un periodo particolarmente spinoso.

L’altro punto cruciale di queste settimane é la guerra in Libia. Oltre a un’escalation dell’ultimo periodo, quello che va sottolinenato é la progressiva internazionalizzazione del conflitto. A testimoniare l’aumento di importanza sullo scenario globale vi é stato l’intervento del nostro ministro degli esteri Di Maio che proprio a Tripoli ha affermato l’importanza di una soluzione diplomatica. Lo scontro vede da una parte il governo di Al Sarraj riconosciuto dalla comunità internazionale, dall’altro la compagine del generale Haftar appoggiato oltre che da EAU ed Egitto, anche dalla Russia.

Purtroppo gli scontri di geopolitica che coinvolgono – oltre che i diretti interessati- anche le grandi potenze europee, USA, Russia e Turchia sono estremamente complessi e di difficile risoluzione; gli interessi particolaristici di ogni nazione tendono ad infuocare ancora di più la situazione, dimenticando come sempre le vere vittime: i civili.

Matteo Guglielmo

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