Analisi del voto: previsioni rispettate

Bonaccini confermato in Emilia-Romagna, la Santelli si prende la Calabria

Niente di nuovo sotto il tetto. Come già accennato dai sondaggi, le prime elezioni regionali dell’anno certificano il persistente bipolarismo tra sinistra e destra e un assordante silenzio del Movimento 5 stelle.

Partendo dall’Emilia-Romagna, la conferma di Stefano Bonaccini alla presidenza della regione fa tirare un sospiro di sollievo al centro-sinistra. La vittoria, conquistata col 51% dei consensi, é il frutto di un piano strategico ben ponderato dal candidato PD. La campagna elettorale, impostata sul ‘buon governo’ dei 5 anni appena passati, é risucita nell’intento di non spostare l’interesse sullo scenario nazionale, facendo si che si parlasse soprattutto del territorio in questione e operando di fatto, una scelta opposta allo schieramento di centro-destra. Se é vero inoltre che la candidatura della Borgonzoni (Lega) non é stata all’altezza del palcoscenico, va ricordato che la presidenza Bonaccini ha portato ottimi risultati nei 5 anni passati con indicatori positivi in quasi ogni ambito. Che questa sia una nuova ripartenza per il centro-sinistra?

Al contrario dell’Emilia invece, la Calabria passa in mano al centro-destra. Schiacciante la vittoria della forzista Santelli sul candidato appoggiato dal centro-sinistra Callipo. La carriera politica di Jole Santelli, deputata dal 1994 e già vicesindaca di Cosenza, é risultata un valore aggiunto nella corsa alla presidenza. Di lavoro per la neo-eletta ce ne sarà parecchio anche perché l’eredità che le verrà lasciata dall’ex presidente Oliverio (PD) é tutt’altro che positiva; la difficoltà di governare una terra così complessa come la Calabria che porta con sé problematiche strutturali accompagnate da anni di pessima gestione, prefigura una necessità impellente di cambiare passo. Questa regione ha molto da dare, perciò ci auguriamo che questo possa essere un nuovo inizio.

Matteo Guglielmo

Passo in avanti per Europa Verde: ora vuole prendersi Torino

La portavoce regionale Tiziana Mossa ci mostra le ricette green per il prossimo futuro

Il gruppo di Europa Verde ha deciso di scendere in campo per le comunali del 2021 di Torino. Come mai questa scelta?

“Verdi/Europa Verde é  l’ unico partito italiano componente dell’European Green Party (il partito transnazionale dei Verdi Europei). 

Impegno per l’emergenza climatica, investimenti nella “green economy”, mobilità sostenibile,  promozione dei diritti della persona,  della parità di genere e contrasto alla violenza sulle donne, impegno per i diritti degli animali: questi sono i nostri  obiettivi ambiziosi per Torino , ma al passo con i tempi. «Europa Verde  sarà la garanzia di una autentica svolta ecologista contro l’emergenza climatica, cogliendo le opportunità economiche e occupazionali che offre la transizione ecologica!! “


In una recente intervista si é detta delusa dal comportamento del M5S relativo alle questioni ambientali. Al governo nazionale e anche in quel di Torino hanno tradito le aspettative degli ambientalisti?

“Come ho già dichiarato, non bastano le targhe alterne per combattere l’ inquinamento!
Noi  di Europa Verde Piemonte  vogliamo  un programma per Torino   che metta in atto misure  contro il consumo del suolo, per la messa in sicurezza e l’efficienza energetica degli edifici; che incentivi le 4 R, Riduzione, Riutilizzo, Riciclo e Recupero dei rifiuti, al posto di discariche e inceneritori;   Tutte misure queste, che creano posti di lavoro “virtuosi”, l’inizio di una vera riconversione economica ormai non più rinviabile per Torino!”


Torino é messa in ginocchio dall’inquinamento con livelli di presenza di polveri sottili alle stelle. Quali sono le soluzioni da prendere nell’immediatezza?

“Tra le idee dei Verdi/ Europa Verde c’è anche quella di piantare molti  alberi, un albero per ogni residente a Torino!
L’intervento consentirebbe il sequestro di molte tonnellate di CO2, una maggiore mitigazione ambientale, meno smog e PM 10. «Fin dagli anni Ottanta, i Verdi hanno indicato i problemi che oggi ci  troviamo ad affrontare. L’inquinamento e le malattie che ne derivano, l’emergenza climatica e le sue conseguenze economiche e  sociali. Ma fin da allora i Verdi hanno indicato soluzioni praticabili! Torino potrebbe essere protagonista!”


É stata da poco nominata nella commissione regionale delle pari opportunità, un ruolo importante. Quali valori “verdi” pensa di portare nell’incarico che ricoprirà?

“Per noi Verdi/ Europa Verde tutte le persone sono pari. Tutte e tutti devono avere le stesse opportunità per sviluppare le proprie capacità e i propri talenti e per costruire il proprio percorso di autorealizzazione e di felicità. Pertanto contrasterò  fermamente ogni forma di discriminazione.
Il movimento delle donne e il femminismo sono da oltre un secolo le forze trainanti per lo sviluppo civile della nostra società. I Verdi sono impegnati a realizzare le pari opportunità tra i generi, perché ciascuno e ciascuna sia rispettata e valorizzata nella sua peculiare personalità!”

Matteo Guglielmo

Uno sguardo al mondo

USA e Francia in tumulto, la guerra in Libia non si ferma

Si apre oggi questa nuova rubrica che vuole essere una sorta di monitor per quanto concerne ciò che accade al di fuori dell’Italia.

Se il Bel Paese si appresta a vivere un momento di “tregua” post manovra finanziaria, non possiamo dire che la stessa pace stia regnando in altre parti del mondo. Senza andare troppo lontano, i cugini d’oltralpe stanno vivendo uno dei momenti più burrascosi degli ultimi tempi. Dopo la rivolta dei Gilets Gialli, il presidente Macron é stato costretto ad interfacciarsi con una nuova rivolta, questa volta scatenata dalla riforma delle pensioni approvata dal suo esecutivo. La Francia si ritrova così in ginocchio a causa di uno sciopero che ha letteralmente bloccato le città principali del paese.

Situazione ben diversa, ma sicuramente di assoluta rilevanza é quella relativa alla questione dell’impeachment in USA. É proprio di ieri infatti la notizia dell’ufficializzazione dell’atto nei confronti del presidente Trump. Questa procedura porterà a un processo sull’operato del Presidente che dovrà presentarsi al Senato nel tentativo di scongiurare la sua rimozione dalla Casa Bianca. Trump dovrà difendersi sia dall’imputazione di abuso di potere sia di ostruzione ai lavori del Congresso. Il 2020 si avvicina e le elezioni americane sono dietro l’angolo, nonostante una probabile assoluzione per il magnate americano, quello che si prospetta per lui é un periodo particolarmente spinoso.

L’altro punto cruciale di queste settimane é la guerra in Libia. Oltre a un’escalation dell’ultimo periodo, quello che va sottolinenato é la progressiva internazionalizzazione del conflitto. A testimoniare l’aumento di importanza sullo scenario globale vi é stato l’intervento del nostro ministro degli esteri Di Maio che proprio a Tripoli ha affermato l’importanza di una soluzione diplomatica. Lo scontro vede da una parte il governo di Al Sarraj riconosciuto dalla comunità internazionale, dall’altro la compagine del generale Haftar appoggiato oltre che da EAU ed Egitto, anche dalla Russia.

Purtroppo gli scontri di geopolitica che coinvolgono – oltre che i diretti interessati- anche le grandi potenze europee, USA, Russia e Turchia sono estremamente complessi e di difficile risoluzione; gli interessi particolaristici di ogni nazione tendono ad infuocare ancora di più la situazione, dimenticando come sempre le vere vittime: i civili.

Matteo Guglielmo

Blog d’autore: Morgana.

“Se sei un uomo forte sei un professionista, se sei una donna forte sei una stronza”

Basterebbe questa frase di Grace Jones per sintetizzare il libro ‘Morgana’, di Chiara Tagliaferri e Michela Murgia. O forse no. Forse non basterebbero pagine e pagine per parlare di quest’opera.

La Murgia e la Tagliaferri hanno elaborato questa raccolta di storie di dieci donne, donne sui generis, anticonvenzionali, difficili e che hanno rappresentato e rappresentano tutt’ora, una rottura con lo stereotipo ristrettivo della figura femminile.

Il percorso tracciato dalle autrici non é un’esaltazione di eroine forti e dalle caratteristiche soprannaturali, anzi le donne al centro del libro dimostrano, ognuna a modo proprio, che anche loro -proprio come gli uomini- hanno dei lati oscuri, aggressivi e che possono essere stronze. Questo concetto, estremamente rivoluzionario, viene usato per combattere quella componente insita in ogni donna, ciò che le autrici definiscono la sindrome di Ginger Rogers: la necessità di dimostrare di essere migliori degli uomini ricoprendo i medesimi ruoli.

Ed é così che passando per le storie di Marina Abramovic e Santa Caterina cariche di un’esemplare tensione spirituale, manifestata attraverso le ferite dei loro corpi, o della dominanza e della gestione del potere totalizzante di Moira Orfei, si delinea un quadro ricco di riflessioni.

Questo libro può essere considerato una sorta di manifesto del femminismo 2.0. Per la prima volta non viene offerta una visione addomesticata delle donne o la ricerca spasmodica di un modello a cui ispirarsi. La vicenda di Tonya Harding, la pattinatrice che commissionò la gambizzazione di una sua avversaria o la vita al limite di Moana Pozzi ci parlano di storie di vita di donne eversive. Loro, come tutte le altre protagoniste del libro (oltre quelle citate ci sono anche Grace Jones, le sorelle Bronte, Shirley Temple, Vivienne Westwood e Zaha Hadid), hanno vinto perché, anche se pagando un carissimo prezzo, sono riuscite a far trionfare ciò che loro erano piuttosto di sottomettersi a ciò che avrebbero dovuto essere. É proprio per questa ragione che le due autrici in maniera ironica (ma non troppo), inseriscono nella copertina la frase “storie di ragazze che tua madre non approverebbe”.

Oltre il titolo già estremamente accattivante perché ispirato alla figura ambivalente di Morgana, (strega o fata decidetelo voi), l’opera é resa ancora più intrigante dallo stile unico di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri e dalle suggestive raffigurazioni presenti delle Morgane.

Certo, é difficile inserire questa raccolta in una categoria ben precisa, ma probabilmente la definirei come un cammino intenso nelle storie di vita di queste donne, ma allo stesso tempo parlerei di questo libro come un viaggio complesso alla scoperta dell’io interiore; perché in fondo tutti cerchiamo la Morgana che c’è dentro di noi.

Matteo Guglielmo

Sono incazzato.

Rabbia. Il sentimento più profondo che fuoriesce in questo momento é la rabbia. Stiamo assistendo a una situazione drammatica che segnerà, in negativo, la storia dei nostri anni. Per una volta ho scelto coscientemente di lasciare da parte anch’io il political correct, l’aplombe e l’obiettività necessaria.

Appena una settimana fa, il centro-destra votava compattamente l’astensione alla mozione Segre e decideva unanimamente di non alzarsi in piedi ad applaudire la senatrice a vita. La proposta di Liliana Segre era quella di istituire una commissione parlamentare adibita al monitoraggio di tutti i comportamenti anti-semiti, razzisti e discorsi d’odio. Questa mozione, passata grazie al voto della maggioranza, ha come fini principali quello di controllare l’escalation di violenza degli ultimi tempi e quella di lanciare un messaggio, forte, che su queste tematiche non esiste destra o sinistra, non ci possono essere più punti di vista. Questo genere di cose va combattuto e debellato.

Ancora una volta però il centro-destra ha preferito strizzare l’occhio a frange estremiste della società piuttosto che urlare a gran voce che i valori, quelli della patria vera che loro tanto dicono di amare, non si toccano. Tutto questo poi avviene dopo che diverse agenzie di stampa avevano reso noto il fatto che Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di sterminio e testimone diretta della pagina più brutta della storia d’Europa, sia ogni giorno bersagliata di insulti anti-semiti sui social. Ora, proprio a causa di questi insulti, la Segre é costretta a vivere con una scorta perché ritenuta a rischio di attacchi.

Ecco spiegato in poche righe perché sono incazzato. Sono incazzato perché nel 2019 c’è gente che si permette di compiere atti violenti nei confronti di un patrimonio (per la storia, per la testimonianza e per tanti altri motivi) mondiale come Liliana Segre; pochi idioti? Non importa! Ne basta uno per comprendere che tutti noi abbiamo fallito.

Sono incazzato perché questo patrimonio, che dovrebbe essere gelosamente custodito da tutti noi, va invece protetto proprio da noi stessi.

Sono incazzato perché c’è una classe politica che non vuole smarcarsi dal mondo violento della destra estrema, perché in fondo fa più comodo così. Insomma prendiamo i voti di tutti, non ci importa se vengono messe in discussione le fondamenta del nostro vivere civile.

Sono incazzato perché le giustificazioni offerte da questa sponda politica sono aberranti. C’è chi come la Lega dice di essersi astenuta per il rischio di censura al quale incorrerebbe il popolo italiano (particolare questo pensiero in un partito che ha come idolo Vladimir Putin); e chi invece lo ha fatto in nome della difesa della famiglia tradizionale (che poi ce lo spiegherà la Meloni cosa abbia a che fare l’anti-semitismo con la sua idea di famiglia).

Sono incazzato perché speravo che il cuore di Liliana Segre, quel cuore marchiato a vita dal dolore, non dovesse più sopportare certe scene; mi illudevo.

Si. Sono incazzato.

Matteo Guglielmo

Umbria: solo conferme

Vittoria schiacciante della destra, il centro- sinistra perde un’altra roccaforte.

I cittadini umbri confermano tutte le tendenze nazionali che già si respiravano alla vigilia delle elezioni. La candidata per il centro-destra, Donatella Tesei, raccoglie quasi il 58 % dei voti superando l’esponente civico sostenuto da PD, M5S e LEU di quasi 20 punti percentuali.

Ancora una volta i veri trionfatori sono la Lega e Fratelli d’Italia; la prima sfiora il 39%, mentre il partito della Meloni sfonda la doppia cifra (10,4%) registrando così l’incremento più consistente. Su questo versante va sottolineato l’ennesimo passo indietro di Forza Italia che sembra non riuscire ad invertire le sorti di un destino già segnato.

Sulla sponda opposta, le risposte arrivate ai partiti di governo sono chiare e nette. Il PD aleggia intorno al 22%, mentre il M5S registra un imbarazzante 7,4%. L’alleanza di governo riproposta a livello regionale viene quindi bocciata dall’elettorato umbro.

Al di là di quanto questo voto possa contare su una dimensione nazionale, é fondamentale capire cosa ha portato l’abiura del centro-sinistra in una sua roccaforta (da 50 anni l’Umbria era feudo rosso).

Innanzitutto é apparsa probabilmente prematura la scelta di riproporre l’alleanza di governo in un’elezione regionale (PD-M5S-LEU) dopo appena un mese dalla nascita dell’esecutivo. A far perdere ulteriormente credibilità a questo schieramento è il fatto che appena pochi mesi fa, le dimissioni della giunta guidata da Katiuscia Marini (PD) furono chieste a gran voce proprio dai consiglieri del M5S che, al grido di onestà, fecero cadere la legislatura regionale. Dopo lo scandalo della Presidente PD legata al sistema sanitario, fu presentata una mozione di sfiducia dai componenti grillini e allo stesso tempo l’intero partito accusò il colpo a livello regionale. Questi, sommati ai dati nazionali che vedono l’imporsi della destra in tutto il paese, hanno fatto si che si performasse una nuova, ennesima, debacle del centro-sinistra.

Le riflessioni che vanno portate avanti sono diverse. Da una parte va compresa se questa scelta di presentarsi alleati per PD e M5S sia stata percepita dai cittadini come semplicemente prematura oppure se essa é di natura avversa ai due elettorati; dall’altra é fondamentale che entrambi i partiti (ri)trovino un’identità chiara, capace di opporsi alla destra sovranista di Salvini e Meloni.

L’ultimo aspetto che va sottolineato é l’ormai chiara polarizzazione del voto a destra. Quello che una volta si prefigurava come uno schema a tre in cui la forza maggiore era rappresentato da un approccio e un elettorato moderato di Forza Italia, ormai non esiste più. La componente liberal-moderata sembra sparita, o meglio ancora sembra essersi convertita ad un’impostazione politica nazional-sovranista.

Se da un lato perciò queste elezioni certificano un orientamento nazionale già abbastanza evidente, dall’altro fomentano l’idea di un cambiamento necessario su diversi fronti.

Matteo Guglielmo

I Verdi piemontesi contro il comune di Rivoli

Il comunicato stampa che scuote Rivoli

“EMERGENZA CLIMATICA? PER IL COMUNE DI RIVOLI NON E’ IMPORTANTE”

Lo scorso 30 settembre, in consiglio comunale a Rivoli, è stata discussa la mozione in cui veniva richiesta la “DICHIARAZIONE DELL’EMERGENZA CLIMATICA ED AMBIENTALE”. All’incontro erano presenti anche una rappresentanza dei ragazzi di «Fridays For Future», che proprio qualche giorno prima, il 27 settembre (giorno del “Global Strike for Climate”), hanno invaso con cortei e striscioni, vie e piazze di Torino insieme ad altri moltissimi studenti, per chiedere alla politica azioni concrete contro i cambiamenti climatici e in generale riguardo ai temi dell’ambiente.
Nessuna richiesta è stata approvata e presa a cuore dalla neo giunta rivolese, A TRAZIONE LEGHISTA.
La prova la si ha avuta soprattutto quando il Sindaco, ad un certo punto, ha pensato bene di ‘lasciare l’aula’ mentre i giovani attivisti esprimevano le loro richieste, senza dimenticare la più totale indifferenza di diversi esponenti della giunta durante tutta la seduta, ad eccezioni degli assessori Montanari e Reinero, visibilmente interessati.
La maggioranza, dunque, ha deciso di ‘rinviare’ la mozione nell’opportuna commissione per “riscrivere una mozione fatta come si deve” tutti insieme.
Secondo noi VERDI, è un RINVIO gravissimo di cui non si ‘comprende la reale necessità’, visto che questa stessa mozione è stata presentata in centinaia di altri comuni italiani, senza alcun problema e dimostra, ancora una volta, quanto i partiti di destra siano lontani anni luce dai temi verdi.

Come Europa Verde Piemonte, ci saremmo aspettati un’altra accoglienza, un nutrito interesse verso i temi dell’ambiente, oltre ad una buona educazione nei confronti di un’istanza che, seppur declamata con voce di ragazzi, ha un timbro adulto che ci dice chiaramente: “FATE PRESTO, E’ IL MOMENTO DI AGIRE!”
I co- Portavoce Regionali dei Verdi del Piemonte Mossa Tiziana e Pizzi Alessandro
Il responsabile dei Verdi di Rivoli Vito Rosiello.

Matteo Guglielmo